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Quante volte ti capita di utilizzare Google per la ricerca di consigli su quali luoghi visitare o in quali strutture alloggiare per goderti al meglio le vacanze?

Si tratta di uno dei primi step di quello che viene chiamato “Travel Customer Journey”, il percorso attraverso il quale un utente ricerca informazioni, pianifica e prenota un viaggio.

Ma perché, se la ricerca organica di informazioni è così comune, la maggior parte dei travel blogger non solo non ottiene il successo sperato, ma spesso non riesce minimamente a far decollare il proprio blog?

Quali sono i principali ostacoli nel diventare un punto di riferimento per i tanti amanti dei viaggi e come è possibile superarli?

E come fare per ottenere più collaborazioni con le strutture ricettive o gli enti turistici, in modo da accrescere la propria rete di contatti e la propria reputazione?

Vedremo tutto in questo articolo!

Sei pronto?

Iniziamo!

PERCHE’ IL 99% DEI TRAVEL BLOGGER NON OTTIENE RISULTATI

Come ti ho appena accennato, esiste un percorso chiamato “Travel Customer Journey”, all’interno del quale si inserisce un momento molto importante dedicato alla ricerca di informazioni su una destinazione turistica.

Di solito, questo avviene utilizzando Google. Per questo motivo, si può dire che la SEO ha una certa importanza.

Ma qual è il problema che affligge il 99% dei travel blogger quando si parla di SEO?

come diventare travel influencer

Principalmente, il fatto che le aziende più grandi, che hanno a disposizione grossi budget da dedicare alla propria strategia digital, o i blogger di lunga data, si sono già posizionati in prima pagina per le keyword più importanti.

Da qui il bisogno di concentrarsi su parole chiave più specifiche, per riuscire a scalare i risultati di Google almeno per gli argomenti più attinenti alla propria nicchia.

Detto ciò, non voglio concentrarmi troppo sull’argomento SEO.

Perché?

Semplicemente perché anche quando le visite al blog non mancano, la maggior parte dei travel blogger non riesce a monetizzarle.

Anche se la SEO è un grande ostacolo, non è il motivo principale per cui è difficile raggiungere certi risultati.

La verità è che monetizzare un blog di viaggi è un po’ più complesso rispetto ad altri tipi di blog.

In particolare, se si vuole guadagnare attraverso collaborazioni con aziende turistiche di vario genere, è ormai necessario essere un “influencer” più che un semplice blogger.

Bisogna essere in grado fidelizzare i propri lettori, farli sentire parte di una stessa community, in modo da essere riconosciuto come un punto di riferimento nel settore.

E per farlo non basta scrivere qualche articolo, magari pure sponsorizzato!

Allo stesso tempo, però, non basta neanche limitarsi a postare qualche foto su Instagram, per quanto possano essere di alta qualità.

C’è bisogno di una vera e propria strategia di marketing che prenda in considerazione tutti gli strumenti della rete a propria disposizione.

LA QUALITA’ DELLE RELAZIONI CONTA PIU’ DEI SEMPLICI NUMERI

Le aziende e le strutture turistiche hanno ormai imparato a stimare i risultati che possono ottenere grazie ad una collaborazione con i cosiddetti influencer.

Non è più sufficiente mostrar loro dei semplici numeri, per quanto grandi.

l'importanza delle interazioni su instagram

E’ necessario dimostrare il livello di coinvolgimento e di partecipazione dei propri lettori o dei propri follower, che non è rappresentabile dall’engagement come è stato definito fino ad oggi (ovvero quello determinato dal numero di like, commenti o condivisioni), ma più dalla qualità delle interazioni, delle relazioni e delle conversazioni.

Infatti, azioni quali mettere like ad un post (o ancor di più una foto su Instagram) richiedono uno sforzo veramente minimo e non possono essere valutate come significative dalle aziende che si trovano a dover cercare dei promotori per il loro prodotto o servizio.

***Il coinvolgimento e la partecipazione dei propri follower non è rappresentato dal numero di like, commenti e condivisioni, ma dalla qualità delle interazioni, delle relazioni e delle conversazioni.***

Ma allora come fare per fidelizzare i tuoi lettori?

Come puoi fare in modo che questi si fidino dei tuoi consigli e tu possa essere considerato dalle aziende turistiche che hanno intenzione di promuovere i loro prodotti e servizi sfruttando una strategia di influencer marketing?

DA TRAVEL BLOGGER A TRAVEL INFLUENCER

Dal mio punto di vista, è tempo di trasformare il concetto di travel blogger.

Come dicevo qualche riga sopra, non più un semplice dispensatore di consigli di viaggio, ma più un “influencer” (anche se non amo tanto questo termine).

Attenzione! Con il termine influencer non intendo assolutamente dire che il focus si sposta dai blog ai social network.

come viaggiare gratis su instagram guida completa 1

Ogni piattaforma è uno strumento che va utilizzato nella maniera corretta, ma pur sempre all’interno di una strategia di marketing più ampia.

Ripeto, non basta esclusivamente pubblicare delle belle foto su Instagram e avere tanti followers per influenzare le loro decisioni d’acquisto e di conseguenza definirsi influencer.

***Influencer non significa concentrarsi su un canale social anziché sul blog***

Ovviamente numeri grandi aiutano a trovare più facilmente delle collaborazioni, ma senza contenuti seri, conoscenze e competenze di marketing e senza saper comunicare con i propri followers, è molto facile perderli per strada.

Non sottovalutare questo aspetto.

E’ un po’ quello che succede con gli iscritti alla newsletter.

E’ relativamente facile far iscrivere un visitatore alla propria mailing list. Basta offrirgli qualcosa di interessante in cambio.

Ma è già più difficile che questi si iscriva con il suo indirizzo email principale o che continui a leggere le tue newsletter.

Riassumendo, per avere successo come travel blogger oggi non basta più creare dei contenuti e condividerli nei propri canali social, ma bisogna essere capaci di catturare e successivamente mantenere l’attenzione dell’utente.

Le aziende turistiche sceglieranno te se sarai capace di incanalare l’attenzione del potenziale cliente sul loro prodotto o servizio, ad un costo minore rispetto all’utilizzo di altri canali, strumenti o metodi di promozione.

Quindi l’essere influencer è legato alle proprie capacità di catturare e mantenere l’attenzione dell’utente, che deve essere accompagnata dalla produzione costante di contenuti di qualità, i quali permettono di accrescere il suo livello di fiducia nei confronti del blogger in questione.

Ma come è possibile essere considerati degli influencer?

Vediamolo subito!

ESSERE RICONOSCIUTI DAI BRAND COME INFLUENCER

Prima di addentrarci in questo paragrafo voglio farti una premessa.

Non si “diventa”, né ci si improvvisa, influencer.

Voglio dire… non è come scegliere una professione!

(E non è una professione…)

E’ più un aggettivo che ti viene assegnato dall’esterno per indicare che, attraverso le tue azioni e i tuoi pensieri, hai la capacità di influenzare quelli dei tuoi lettori.

come diventare influencer

Ad ogni modo, a me piace distinguere due strade che possono essere intraprese per raggiungere una situazione in cui le aziende cominciano a considerarti per delle collaborazioni.

La prima è quella della scelta o, ancora meglio, della creazione di una nicchia.

Specializzandosi in un settore, oltre a poter raggiungere le prime pagine di Google per keyword più specifiche, è più facile essere visti come una figura esperta.

Alcuni esempi?

Concentrarsi esclusivamente su una determinata area geografica o su un particolare tipo di viaggi (viaggi zaino in spalla, viaggi di coppia, vacanze in resort di lusso, ecc…) può essere una buona mossa.

Tuttavia, non è facile imporsi neanche in particolari aree geografiche, per vari motivi.

Ad esempio, per quale ragione un utente dovrebbe preferire gli articoli di un travel blogger ad una guida completa della Lonely Planet?

In realtà le ragioni possono essere tante, ma è il travel blogger a doverle rendere ben visibili. Anche questo richiede un certo lavoro e un certo sforzo.

La seconda strada è leggermente diversa dalla scelta di una nicchia, anche se in apparenza può sembrare un percorso simile.

Infatti, reputo il settore del travel blogging saturo abbastanza da rendere difficile ottenere successo anche in una piccola nicchia.

Per capire perché parlo di saturazione ti invito a pensare a quando hanno intrapreso questo percorso alcuni tra i più famosi travel blogger americani.

Nomadic Matt nel 2006 (ben 11 anni fa!), Expert Vagabond nel 2010, The Blonde Abroad nel 2012.

Sicuramente hanno i loro meriti per aver raggiunto la posizione che ricoprono oggi nel settore, ma è innegabile che l’effetto novità all’inizio li abbia aiutati.

Un po’ come è successo a Chiara Ferragni nel mondo delle fashion blogger…

Arrivare primi è sempre un grande vantaggio!

Infatti, ancor più dei contenuti, ciò che ha portato i loro lettori a seguirli con interesse e costanza è il fatto che questi travel blogger fossero i primi a rappresentare il sogno di chiunque di vivere una vita continuamente in viaggio.

Ma vorrei farti riflettere su un altro aspetto interessante.

(No, non è il fatto che la maggior parte dei travel blogger di successo guadagnano insegnando come creare un blog di viaggi)

Prendiamo in esame il caso di Kiersten Rich (The Blonde Abroad), la travel blogger donna più seguita nel mondo.

Innanzitutto, nonostante sia stata una delle prime travel blogger, ha scelto una nicchia ben precisa.

La ragazza, attraverso il suo blog e profili social, si rivolge esclusivamente ad altre ragazze, per la maggior parte giovani.

Si tratta solo di una scelta di posizionamento e quindi della scelta di una nicchia?

A mio modo di vedere, no.

Infatti, Kiersten si definisce non solo travel blogger, ma anche lifestyle blogger (e fashion blogger, aggiungerei io).

Dove voglio arrivare?

Kiersten di The Blonde Abroad è prima di tutto una lifestyle blogger e poi una travel blogger, così come Matthew di Expert Vagabond è prima un fotografo e poi un travel blogger.

Un altro esempio?

Viaggiare Da Soli di Francesca Di Pietro è la fusione perfetta tra le sue conoscenze e competenze in Psicologia e la sua grandissima passione per i viaggi.

Il risultato è assolutamente unico e grazie al suo blog è diventata un punto di riferimento di centinaia di migliaia di persone.

Cosa voglio dirti?

La loro capacità di essere influencer (che si traduce in collaborazioni e contratti con varie aziende turistiche – e pure con GoPro) non deriva tanto dal viaggiare 365 giorni all’anno e raccontare le loro esperienze, quanto dall’autorevolezza che si sono conquistati grazie alle loro conoscenze e competenze non strettamente legate ai viaggi.

essere riconosciuto come influencer su instagram

Quindi il mio consiglio qual è?

Associa all’essere travel blogger un’altra competenza.

Cerca di dare ai tuoi lettori (soprattutto a chi visita il tuo blog o il tuo profilo Instagram per la prima volta) una ragione per seguirti che esuli dai tuoi viaggi e vedrai che seguiranno anche i tuoi consigli di viaggio.

Vuoi un paio di esempi?

Se sei uno sportivo, potresti dimostrare le tue grandi conoscenze in questo ambito e dare consigli su come viaggiare per partecipare a diversi eventi sportivi, oppure per visitare tutti i più importanti stadi del mondo…

Lo stesso, o quasi, potresti fare se sei un musicista!

Una considerazione importante: anche se non sei bravissimo a raccontare i tuoi viaggi, l’importante è che tu venga riconosciuto esperto nel tuo ambito extra-viaggi.

(Certo, è meglio se sei bravo anche nello storytelling!)

Si tratta di un approccio completamente diverso da quello tradizionale e che comporta anche un cambio di strategia.

Concentrandoci su Instagram, per esempio, implica un cambio nelle scelte di targeting, legato agli hashtag e profili da monitorare e con cui interagire.

Non è una scelta indolore e senza conseguenze, perché richiede una quasi totale modifica della propria strategia, ma è pur vero che ti permette di differenziarti dalla concorrenza in maniera netta.

In realtà non sto parlando di qualcosa di mai visto prima.

A me piace paragonare questo approccio a quello di McDonald’s, che all’apparenza vende hamburger ma il cui business è nel settore immobiliare.

E’ esattamente la stessa cosa.

Ti rivolgi ad un pubblico che all’apparenza non è legato ai viaggi per vendergli prodotti e servizi turistici particolarmente adatti alla categoria di pubblico scelta.

D’altronde a chi non piace viaggiare?

I servizi turistici si possono vendere a chiunque, non solo a chi si presenta su internet particolarmente amante dei viaggi.

Una volta compreso questo ragionamento, possiamo concentrarci su qualcosa di più specifico e concreto: le collaborazioni tra influencer e strutture o enti turistici.

COLLABORARE CON LE STRUTTURE TURISTICHE E GLI ENTI TURISTICI

In questa sezione vedremo in che cosa consiste una collaborazione con una struttura o ente turistico.

Ovvero, come deve essere strutturata e quali sono gli aspetti più importanti da tenere in considerazione affinché questa si riveli proficua per tutte le parti chiamate in causa.

Ti ricordo che le parti chiamate in causa non sono solo l’influencer e l’azienda in questione, ma anche e soprattutto gli utenti e i consumatori finali.

come diventare travel blogger

IL RUOLO DELL’INFLUENCER

Abbiamo già parlato dell’importanza di saper realmente influenzare le decisioni d’acquisto dei propri seguaci, attraverso la creazione di una community di utenti fedeli.

E’ un lavoro che va svolto quotidianamente.

Nel momento in cui si chiude una collaborazione con un certo brand, la maggior parte del lavoro deve essere già stato fatto, perché ti permette di non far passare una sponsorizzazione come qualcosa di forzato, di finto o di troppo costruito agli occhi dei tuoi followers.

In altre parole, deve trattarsi di una collaborazione in linea con il percorso che hai intrapreso sin dall’inizio.

Non deve sembrare una marchetta, ma un passo naturale nel processo di apporto di valore nei confronti dei tuoi follower.

Allo stesso tempo, affermare che le basi per una collaborazione debbano essere costruite in anticipo non vuol dire che bisogna guardare ad una collaborazione come ad un premio ottenuto per il lavoro già svolto (ad esempio, se si viene pagati per alloggiare in un hotel).

Ricordati sempre che un travel blogger professionista non viene pagato per divertirsi o semplicemente alloggiare gratis in un hotel, ma per apportare valore ai propri lettori e alle aziende turistiche con cui collabora.

E questo valore va apportato prima, durante e dopo la chiusura della collaborazione, ad esempio svolgendo un ruolo simile a quello di customer care nei confronti di un proprio follower che voglia ulteriori informazioni riguardanti una struttura o una destinazione turistica.

Non puoi pensare di limitarti a postare un paio di foto sul tuo profilo Instagram e aver concluso il lavoro.

Domandati sempre perché una destinazione turistica o una struttura ricettiva dovrebbe investire su di te piuttosto che su una piattaforma pubblicitaria o su un tuo competitor.

Sottolinea il rapporto che sei in grado di mantenere costantemente con i tuoi fan. Anche se sembra scontato, non tutti lo fanno ed è qualcosa che ti può differenziare.

IL RUOLO DELL’AZIENDA TURISTICA

Un’azienda turistica che si rivolge ad un travel influencer per promuovere la propria destinazione o la propria struttura non lo fa per beneficienza.

Lo fa perché evidentemente è convinta che si tratti di una forma di pubblicità più remunerativa e meno costosa di altre.

Chiarito questo concetto, dovresti aver già capito che è importante che tu ti faccia pagare per il servizio che stai offrendo. Così come si fanno pagare le emittenti televisive, le radio, Google o Facebook ogni volta che vendono spazi pubblicitari.

Non limitarti a farti ospitare gratis. Anche perché non stai andando in vacanza! Ti stai muovendo per lavoro, dal momento che si presuppone che, una volta concluso il soggiorno, dovrai svolgere una serie di attività sui tuoi profili e tramite i tuoi canali di comunicazione per promuovere il brand partner.

Oltretutto se vuoi intraprendere un percorso professionale, ricordati che i viaggi gratis non pagano le bollette!

COME SELEZIONARE GLI HOTEL CON CUI COLLABORARE

Affrontiamo ora un aspetto spesso sottovalutato: come selezionare gli hotel con cui collaborare.

Sì, perché è facile parlare di collaborazioni ma queste non piovono dal cielo.

Non tutti gli hotel sono alla ricerca di influencer per promuoversi, ma ciò non vuol dire che non abbiano piacere a trovare un accordo con te.

collaborare con gli hotel su instagram

E se la montagna non va da Maometto…

Dunque, dicevamo…

Come capire quali hotel sono predisposti a collaborare con gli influencer o con i travel blogger?

Ti svelo un trucco…

La maggior parte dei travel blogger, dopo aver scritto un articolo sponsorizzato, cita lo sponsor ma precisando che tutte le opinioni presenti nell’articolo sono assolutamente personali.

Una delle frasi più utilizzate è “all opinions are my own”.

Quindi a te basterà cercare su google delle parole chiave quali:

  • “hotel + nome della città + all opinions are my own”
  • “bed & breakfast + nome della città + all opinions are my own”

e cosi via…

Se hai pianificato un viaggio a Berlino e vuoi cogliere l’occasione per ampliare la tua rete di contatti, puoi provare a cercare su Google “hotel Berlin all opinions are my own”.

Trova gli articoli più rilevanti e scopri quali sono gli hotel disponibili per questo tipo di collaborazioni.

Una volta raggiunto il tuo scopo, crea una lista comprendente i nomi di questi hotel e cerca di capire se è presente nel loro sito web il contatto del loro marketing manager.

In questo modo, quando li contatterai, le probabilità che la tua email di presentazione finisca allo stagista di turno diminuiranno.

Un altro metodo per scovare gli hotel che collaborano spesso con gli influencer è quello di ricercare su Instagram gli hashtag che rimandino a collaborazioni.

Ad esempio, #ad oppure #sponsored sono due hashtag che possono essere stati facilmente utilizzati per indicare un tipo di contenuto sponsorizzato.

Un’ulteriore strada che puoi intraprendere per creare una lista di hotel potenzialmente interessati a lavorare con te è quella di spulciare gli articoli di altri travel blogger, sia italiani sia stranieri.

In questo caso, però, armati di pazienza. Per ogni travel blogger non basterà vedere con chi ha collaborato, ma anche capire se tu ti rivolgi allo stesso tipo di pubblico e di conseguenza se la stessa collaborazione avrebbe senso nel tuo caso.

Detto questo, non è detto che debba essere tu a contattare i brand con cui collaborare.

Potrebbe avvenire il contrario, ma dipende anche da te.

A tal proposito, nella prossima sezione vedremo uno strumento molto utile per rendersi più appetibili agli occhi dei vari brand alla ricerca di influencer come te.

IL MEDIA KIT

Lo strumento di cui ti ho accennato è il media kit.

Cos’è un “media kit”?

Il media kit per un travel blogger è come lo stetoscopio per i medici. Si presuppone che tutti ne abbiano uno.

E’ un biglietto da visita e averlo a disposizione ti garantisce di poter fornire informazioni pronte sul tuo blog, i tuoi profili social e, in generale, il tuo lavoro.

E’ una sezione fondamentale di un blog perché gli dà credibilità e un tocco di professionalità in più.

Aumenta, quindi, le possibilità di essere contattato dai brand senza dover fare la prima mossa e ti pone in una posizione di forza nel momento in cui dovrai condurre un trattativa.

Ma come ti ho già detto, al giorno d’oggi i numeri vogliono dire tutto e niente.

E’ necessario, dunque, che i numeri presenti nel tuo media kit siano anche analizzati e spiegati e, soprattutto, è importante che tu non cada nella tentazione di gonfiarli. Rischieresti di fare come chi afferma nel proprio curriculum di avere una certa padronanza con l’inglese e poi viene ridicolizzato in fase di colloquio!

Tutti i nodi vengono al pettine…

Un altro aspetto molto importante riguarda come viene presentato il media kit.

Una pagina ben curata, anche per quanto riguarda la formattazione, fa la sua figura.

Non limitarti al testo.

Inserisci qualche screenshot e delle testimonianze, elenca i dati in tuo possesso all’interno di un’infografica e, se sei un videomaker, quale miglior occasione per dimostrare le tue abilità e la tua creatività con un video?

Ti consiglio una risorsa interessante e utile per creare il tuo media kit. La puoi trovare qui.

COMUNICARE CON IL BRAND PRIMA DI CHIUDERE UN ACCORDO

Oltre a tutto quello che hai visto per quanto riguarda la ricerca dei brand che utilizzano strategie di influencer marketing e la creazione di un media kit, vorrei spendere due parole su come approcciare i vari brand o come rispondere alle loro richieste.

Il consiglio principale che ti posso dare è quello di essere gentile, cordiale e dimostrare interesse nel brand con il quale hai la possibilità di collaborare.

collaborare con i brand su instagram

Sembra una banalità, ma la maggior parte delle volte chi si occupa di ricercare e contattare gli influencer e i travel blogger per conto di una struttura o di una destinazione turistica è per primo un amante dei viaggi. Questo significa che riuscire ad instaurare sin da subito un rapporto amichevole con il tuo interlocutore può rivelarsi fondamentale.

Quando possibile, chiedi di poter scambiare due parole per telefono o su Skype, evitando di continuare la discussione esclusivamente via email.

In questo modo ti dimostrerai anche interessato alla buona riuscita della collaborazione. In caso contrario potresti dare l’idea di una persona che non aspetta altro che ricevere un invito, a prescindere dall’obiettivo della partnership.

Se poi non doveste trovare un accordo, non disperare! Se ti sei comportato professionalmente, è possibile che il tuo interlocutore sia disponibile a passarti qualche contatto che si può rilevare utile in futuro.

CONCLUSIONE

Se sei arrivato fino a qui, complimenti, hai letto più di 3600 parole! 😀

Ricapitolando, hai imparato che…

  • Nel 2017 non basta più essere dei semplici travel blogger per raggiungere degli ottimi risultati, ma è necessario avere delle conoscenze e competenze di marketing, al fine di delineare una vera e propria strategia di crescita. Non c’è più l’effetto novità dalla tua parte come poteva esserci per i primi blogger;
  • Essere influencer non significa spostare il focus dal blog ai social network, ma essere in grado di influenzare le decisioni di chi ti segue. Questo non è misurabile dal numero di like, commenti e condivisioni, ma dalla qualità delle interazioni, delle relazioni e delle conversazioni tra te e chi ti segue;
  • Non devi essere necessariamente un travel blogger per collaborare con alcuni brand, ma puoi farti conoscere per altre tue competenze e sfruttarle anche nel settore viaggi;
  • Collaborare con un’azienda turistica non è un premio per il fatto di essere più o meno famoso su Internet, ma è ciò che ti permette di pagare le bollette;
  • Esistono dei trucchetti per scoprire più velocemente quali hotel sfruttano strategie di influencer marketing;
  • Avere un media kit nel tuo sito web ti rende più professionale agli occhi delle aziende turistiche;
  • Ogni collaborazione può aprirti altre porte per il futuro.

Ora vai e metti in pratica tutto quello che ti ho detto! 😉

Giacomo Pellizzaro

Ho fondato una community di 100mila studenti internazionali e collaboro con diverse aziende turistiche in Europa. Nato a pochi km da Venezia, ho deciso di trasferirmi ad Alicante, dove ho già trascorso il mio Erasmus qualche anno fa. Suono la chitarra, adoro la pizza e la paella di marisco. Attualmente freelance, spero presto imprenditore, ma ancora prima spero di fare un tour degli Stati Uniti e poter ammirare l’aurora boreale.

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